Era la fine di marzo 2006.
Narciso Bino, addetto stampa del SAP, giornalista con la “G” maiuscola e, soprattutto, grande uomo,
si spengeva improvvisamente dopo aver patito per settimane un male incurabile che ha saputo vivere con grande
dignità, circondato dal calore dei suoi affetti, dei suoi pensieri e dei suoi libri.
Narciso era, in primo luogo, un amico, un consigliere, un professionista dalla spiccata sensibilità e dal
fine intelletto che per anni ha guidato la comunicazione del nostro sindacato, animato soltanto dalla
passione di chi vive il proprio mestiere come una missione.
Del resto, Narciso si era sempre fatto ben volere nel corso della sua lunga esperienza professionale,
a partire dalla Rai.
Al Sap aveva trovato una famiglia che gli voleva bene e che pendeva dai suoi suggerimenti.
Definirlo addetto stampa, in effetti, è sempre stato abbastanza limitativo.
Narciso, forte del suo credo laico, ma appassionato e “credente” come poche persone al mondo,
aveva sempre la parola giusta per ogni occasione, la sagacia di chi parla a ragion veduta e senza
peli sulla lingua, l’intuito del giornalista di lungo corso che sapeva leggere al di là delle
veline e dei comunicati stampa.
Sono passati due anni dalla tua scomparsa, caro Narciso, e ci manchi tanto.
Ci manca tutto di te e potremmo star qui ore a ricordarti.
Ci fa piacere l’idea che da lassù tu possa
leggere queste poche parole e giudicarle come sempre col tuo sorriso ineffabile ed espressivo.
Sei nei nostri pensieri...
Luca, Massimo, Mara, Roberto e Stefania