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9/5/1978:
Giuseppe Impastato, militante antimafia. E’
stato il boss Tano Badalamenti ad ordinarne l’eliminazione per le accuse
che gli rivolgeva dai microfoni di una radio
locale.
20/8/1977: il colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e
l'insegnante Filippo Costa vengono uccisi mentre passeggiano nei boschi
della Ficuzza.
5/5/1971:
Pietro Scaglione, procuratore della repubblica di Palermo e il suo
autista Antonino Lo Russo. Per la prima volta nel dopoguerra la mafia
colpisce un tutore della legge.
16/9/1970:
Mauro De Mauro, redattore del quotidiano "L'Ora", rapito a Palermo e
mai più ritrovato.
30/6/1963:
strage di Ciaculli. Una “giulietta” carica di tritolo uccide sette tra
poliziotti, carabinieri e artificieri.
30/3/1960: ucciso il commissario Cataldo Tandoy (provincia di
Agrigento).
1944/1966: lotta per l'occupazione delle terre contro la mafia che
spalleggia gli agrari, muoiono 38 sindacalisti, uccisi da campieri,
guardaspalle e boss emergenti (6/8/1944 Andrea Raja, 7/6/1945 Nunzio
Passafiume, 4/1/1947 Accursio Miraglia, 10/3/1948 Placido Rizzotto,
6/3/1955
Salvatore Carnevale, 20/7/1960 Paolo Bongiorno, 24/3/1966 Carmelo
Battaglia).
1/5/1947:
massacro di Portella della Ginestra (collina vicino Palermo), la banda
Giuliano apre il fuoco su una folla di contadini che celebra la festa del
lavoro:
11 morti e 56
feriti.
2/9/1943: a Quarto Mulino di San Giuseppe
Jato,
Salvatore Giuliano, un contadino dedito alla borsa nera, uccide il
carabiniere Antonio Mancino il quale aveva intercettato i suoi traffici.
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