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11 marzo 2004. Ancora il
numero 11, ancora un giorno del dolore. Dopo il maledetto settembre
di tre anni prima, quando l'America subì il mostruoso attacco alle Torri
Gemelle, tocca ora alla Spagna piangere i suoi morti. Intorno alle 07,40 del
mattino, tredici bombe esplodono simultaneamente a bordo di quattro treni,
diretti verso diverse stazioni di Madrid. I morti sono centinaia, i feriti
migliaia. Le indagini si concentrano inizialmente sull' ETA, ma in un
secondo momento si fa strada l' ipotesi del terrorismo islamico, soprattutto
dopo la rivendicazione degli attacchi, ad un giornale inglese di lingua araba,
da parte del gruppo "Abu Hafs al Masri". La tesi viene anche avvalorata dal
ritrovamento, nei pressi di Madrid, di un camioncino con all' interno dei
detonatori ed un nastro con la registrazione di alcuni versetti del Corano. Di
seguito, si riporta il resoconto dei tragici fatti.
7.39:
Quattro ordigni
esplodono su un treno che sta per entrare nella stazione di Atocha a
Madrid. Praticamente nello stesso istante altre esplosioni avvengono su un
treno alla stazione di Santa Eugenia e alle installazioni della Renfe (le
ferrovie spagnole) a El Pozo, sempre nella zona di Madrid.
8.00: Vengono bloccate
le linee uno e nove della metropolitana e ovviamente la rete ferroviaria.
In città si scatena il caos.
8.43: Viene
costituito un ospedale da campo alla stazione di Atocha per soccorrere i
numerosissimi feriti.
9.25: La « Consejería
de Sanidad de la Comunidad de Madrid » invita i madrileni a donare sangue.
9.28: Viene costituito
un ospedale da campo anche alla stazione di Santa Eugenia.
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