|
Nella
mente e nel cuore di tutti noi il 1992 resta e resterà l’anno del dolore.
Un anno in cui la mafia, con gli omicidi di Falcone, Borsellino e dei
colleghi delle scorte, ha inferto un colpo durissimo allo Stato e a tutti
quegli uomini e quelle donne in divisa che, giorno dopo giorno, tra mille
difficoltà, difendono a rischio della loro la vita la legalità nel nostro
Paese.
Sono
ormai trascorsi tanti anni da quei terribili accadimenti e altri orribili
fatti – a cominciare dal famigerato “11 settembre 2001” – ci confermano e
ci rafforzano nella necessità di tenere sempre alta la vigilanza, perché
la criminalità e il terrorismo, nelle loro forme più disparate, hanno lo
scopo di sovvertire la vita democratica delle nazioni civili e,
soprattutto, di propagare terrore ed insicurezza.
Per
questo, unitamente alla necessità di combattere, v’è l’obbligo di non
dimenticare.
Il Sap,
il maggiore sindacato autonomo della Polizia di Stato, la più importante
organizzazione europea – in termini di iscritti – delle polizie civili del
vecchio continente assieme agli amici del Sappe e del Sapaf, anche quest'
anno, ha inteso promuovere una serie di manifestazioni, nella
giornata del 23 maggio (triste anniversario della strage di Capaci), per
commemorare il giudice Falcone, gli uomini della scorta e con loro tutte
le vittime della mafia, del terrorismo, del dovere e di ogni forma di
criminalità, in memoria non solo dei Servitori dello Stato, ma anche di
quei tanti giornalisti, politici e semplici cittadini che hanno subito
violenza pagando con la vita.
La
manifestazione è organizzata assieme all’Associazione Feriti e Vittime
della Criminalità e del Dovere (Fer.Vi.Cr. e Do.) con la collaborazione di
vari soggetti pubblici e privati. Un’iniziativa non solo rituale, ma che funge da stimolo per far sì che
quello che è avvenuto non abbia più a ripetersi e per ottenere i giusti
riconoscimenti per le vittime del dovere e della criminalità.
Oltre
alla legge 302/90 e alla 407/98, grazie all’azione della nostra
organizzazione sindacale, sono stati ottenuti importanti risultati con la
338/2000 e la 206/2004. Ma la nostra battaglia non finisce qui e resta
ferma la rivendicazione di un Memorial Day per il quale abbiamo depositato
nelle mani del Presidente del Senato una petizione ai sensi dell’art. 50
della Costituzione finalizzata a conseguire un intervento specifico
normativo.
Per non dimenticare. Mai.
|