
Per il quinto anno consecutivo (un vero e proprio record!), il Memorial Day del Sindacato Autonomo di Polizia, l'unica, autentica e storica manifestazione nazionale dedicata alle vittime della criminalita' e del terrorismo, ha ottenuto il prestigioso patrocinio della Presidenza della Repubblica con l'assegnazione della Medaglia del Presidente Giorgio Napolitano.
Un premio importantissimo, a conferma dell'importanza e della serieta' di una manifestazione che si svolge da 18 anni e che anche nel 2010 coinvolgera' tantissime Segreterie SAP in tutta Italia con iniziative, eventi e commemorazioni.
Nelle prossime settimane forniremo maggiori dettagli relativi al programma nazionale del Memorial Day 2010 che vivra' come sempre il suo momento clou nel mese di maggio.
ORGOGLIOSI DI ESSERE SAP!
La nota della Presidenza della Repubblica al SAP
"Giustizia e Legalità: Dialogo e Collaborazione con la gente perchè non sia vano il Sacrificio di Chi lotta per garantirle" Palazzo del Monferrato - Via S. Lorenzo, 21 - Alessandria - 6 marzo 2010 - ore 16
Proseguono anche nel 2010, grazie al SAP di Aosta, gli incontri con gli studenti nell’ambito del Percorso
della Legalità. Cliccando su questo link è possibile accedere
alle ultime agenzie stampa.
20 novembre 2009 - consulta
il blog e l'ampia rassegna stampa degli incontri che
si sono svolti il 17 e 18 novembre ad Aosta, grazie all'impegno della
Segreteria di quella regione e di Massimo Denarier...
Le Traveil
ANSA del 18 novembre
Aosta Sera del 18 novembre
La Stampa del 17 novembre
Aosta Sera del 17 novembre
Ansa del 16 novembre
L'intervento di Pinop Maniaci, fondatore della TV antimafia TeleJato
19 luglio 2009 - Sono trascorsi diciassette anni da quel terribile 19 luglio 1992, quando - dopo circa due mesi
dall'attentato di Capaci - un'altra vigliacca strage uccise in via D'Amelio a Palermo il Giudice Paolo Borsellino
e gli Agenti della scorta.
Vogliamo ricordare questi nostri colleghi nel dettaglio, prendendo spunto dal sito web della Polizia:
Agostino Catalano, capo scorta, 43 anni.
Sposato, aveva perso la moglie ed era rimasto solo con le sue due figlie.
Walter Eddie Cosina, 30 anni.
Era nato in Australia. Morto durante il trasporto in ospedale. Lasciava la moglie Monica.
Emanuela Loi, 24 anni, la prima donna poliziotto entrata a far parte di una squadra di agenti addetta
alla protezione di obiettivi a rischio.
Vincenzo Li Muli, 22 anni.
Il più giovane della pattuglia.
Da tre anni nella Polizia di Stato, aveva ottenuto pochi mesi prima la nomina ad agente effettivo.
Claudio Traina, 26 anni.
Arruolato in Polizia giovanissimo, dopo essere stato a Milano e Alessandria,
aveva ottenuto da poco il trasferimento nella sua città: Palermo.
NOI NON DIMENTICHIAMO!

Entra nel vivo la manifestazione organizzata dal Sap e dall'Avicri che
per il quarto anno consecutivo (Clicca qui
) ha ricevuto la prestigiosa
Medaglia della Presidenza della Repubblica. Da Aosta a Palermo,
passando per molte città italiane, i ciclisti tedori guidati da
Massimo Denarier attraversano l'Italia scortati dai colleghi della
Polizia Stradale, mentre si svolgono in tante realtà commemorazioni,
eventi, appuntamenti per non dimenticare poliziotti, carabinieri,
magistrati, giornalisti, politici e semplici cittadini che hanno perso
la vita per difendere la democrazia e la libertà, contro il terrorismo
e il fanatismo ideologico di qualunque coloro politico. Momento clou a
Roma il 21 maggio all'Altare della Patria, a Roma. con la
commemorazione della Segreteria Generale e il 23 maggio a Palermo nel
giorno della strage di Capaci...
Le immagini
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Le immagini)
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Le immagini)17-18 aprile 2009: A Pisa il SAP e gli altri sindacati ricordano il collega Nicola Fustaino (l'iniziativa)
Le immagini
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Lunedi' 16 marzo 2009 ricorre il 31esimo anniversario dell'eccidio di Via Mario Fani a Roma:
un commando delle brigate rosse rapi' Aldo Moro e uccise i 5 membri della scorta (nella foto).
Morirono il vice brigadiere di pubblica sicurezza Francesco Zizzi, le guardie di pubblica sicurezza Raffaele Iozzino,
Giulio Rivera, il maresciallo Oreste Leonardi e l'appuntato Domenico Ricci.
In loro commemorazione, a partire dalle ore 8.30 del 16 marzo, lunedi', sulla lapide di Via Fani,
luogo dell'eccidio, saranno deposte corone d'alloro da parte delle massime Autorita' Istituzionali.
Alle ore 9.45, circa, il Capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli, deporra' una corona d'alloro
in ricordo dei caduti. La mattina del 16 marzo 1978 un commando delle brigate rosse intercetto'
in via Fani l'auto con a bordo Aldo Moro e la scorta, in pochi secondi sequestro' il presidente della
Democrazia Cristiana e uccise i cinque colleghi che lo tutelavano.
Le successive indagini della Digos capitolina permisero di assicurare alla giustizia sia gli esecutori
materiali degli omicidi che i sequestratori.
IL SAP NON DIMENTICA!
2 febbraio 2009 - Il SAP non dimentica Filippo Racitie e la sua scomparsa, avvenuta due anni fa a causa della folle
violenza ultrà. E lo abbiamo ricordato,
alla vigilia della tragica ricorrenza, con alcuni lanci di agenzia stampa...
SAP, NEL MONDO DEL CALCIO POCO E' CAMBIATO
(ANSA) - ROMA, 1 FEB - 'Sono passati due anni dalla morte di Filippo Raciti.
E i poliziotti italiani continuano ancora a rischiare la vita negli stadi per una partita di pallone,
perche' purtroppo poco o nulla e' cambiato rispetto a quel tragico febbraio 2007'.
Lo dichiara Nicola Tanzi, segretario generale del Sap, il sindacato autonomo di polizia,
alla vigilia del secondo anniversario della morte dell'ispettore di polizia Filippo Raciti,
avvenuta il 2 febbraio 2007 a Catania durante gli scontri seguiti ad una partita di calcio.
'Dopo le polemiche e lacrime di coccodrillo di molti - spiega Tanzi - nel mondo del calcio le
cose non sono cambiate piu' di tanto e, se si sono verificati meno incidenti e meno
problemi negli stadi nelle ultime due stagioni sportive, lo si deve in primo luogo
all'impegno professionale e al sacrificio costante degli operatori delle Forze
dell'Ordine, a partire da quelli dei Reparti Mobili di Polizia'.
'A nostro avviso - prosegue - l'unica strada che si doveva davvero intraprendere,
quella della corresponsabilizzazione delle societa' di calcio per gli incidenti
causati dai propri tifosi, non e' stata neppure presa in considerazione'.
'Chiediamo ancora una volta a tutte le parti interessate, istituzioni,
societa' sportive, tifosi, - conclude Tanzi - una seria riflessione perche'
quel che e' accaduto due anni fa, non succeda mai piu''.
(ANSA) AU 01-FEB-09 12:10 NNNN
Apc-Raciti/ Sap: nel calcio poco o nulla e' cambiato A due anni dalla morte dell'ispettore
Roma, 1 feb. (Apcom) - Sono passati due anni dalla morte di Filippo Raciti.
E i poliziotti italiani continuano ancora a rischiare la vita negli stadi per una
partita di pallone, "perche' purtroppo poco o nulla e' cambiato rispetto a quel tragico febbraio 2007. Da parte della polizia, invece, lo sforzo e' continuo e costante per migliorare la propria professionalita' e va in questa positiva direzione la scelta del nostro Capo, il Prefetto Manganelli, che ha recentemente istituito a Nettuno una scuola di formazione per l'ordine pubblico". Nicola Tanzi, segretario generale del Sap, il sindacato autonomo di polizia, interviene così in una nota, alla vigilia del secondo anniversario dell'ispettore di polizia Filippo Raciti, morto il 2 febbraio 2007 a Catania.
Tante le iniziative in tutta Italia, ricorda il Sap, per ricordare Raciti.
"Dopo le polemiche e lacrime di coccodrillo di molti - spiega Tanzi - nel mondo del calcio le cose non sono cambiate piu' di tanto e, se si sono verificati meno incidenti e meno problemi negli stadi nelle ultime due stagioni sportive, lo si deve in primo luogo all'impegno professionale e al sacrificio costante degli operatori delle forze dell'ordine, a partire da quelli dei reparti mobili di polizia".
"A nostro avviso, l'unica strada che si doveva davvero intraprendere,
quella della corresponsabilizzazione delle societa' di calcio per gli incidenti causati dai propri tifosi,
non e' stata neppure presa in considerazione.
Chiediamo ancora una volta a tutte le parti interessate - istituzioni, societa' sportive, tifosi - una seria riflessione perche' quel che e' accaduto due anni fa, non succeda mai piu'".
Red/Nav 011227 feb 09
Dicembre 2008 - Prosegue il ciclo di incontri degli studenti della Regione Valle d’Aosta che partecipano al progetto del SAP
nell’ambito del Memorial Day.
L’ultimo mese del 2008 ha registrato il terzo incontro del progetto in questione.
Grande deus ex machina il “nostro” Massimo Denarier.
Ospite dell'incontro il noto Giordano Biserni (in qualità di Presidente dell'ASAPS).
Sul palco sono saliti anche la sig.ra Lavagna ed il sig. Miozzi, genitori rispettivamente di un ragazzo
e di una ragazza scomparsi a
causa di un incidente stradale quando avevano solo vent'anni.
Grande commozione, tra gli studenti, durante il racconto dei drammatici incidenti.
Pubblichiamo gli articoli di giornali apparsi su
La Vallee e
La Gazzetta Matin, nonchè alcune immagini dell’incontro.
La Segreteria Regionale della Valle d’Aosta del SAP ha presentato a metà ottobre nella prestigiosa sala “Hotel des Etats”
del Municipio di Aosta, la II edizione del progetto denominato “PERCORSO DELLA LEGALITA’” riservato agli studenti
delle scuole superiori della Valle d’Aosta. Il progetto si inserisce tra le molteplici iniziative che caratterizzeranno
il prossimo MEMORIAL DAY, la manifestazione che il SAP organizza dal 1992, il 23 maggio, anniversario della strage di
Capaci, per ricordare tutte le vittime del terrorismo, della mafia, del dovere e di ogni forma di criminalità.
Il progetto “PERCORSO DELLA LEGALITA’ ” è il risultato di una costruttiva collaborazione tra il SAP, il Consiglio
Regionale della Valle d’Aosta,
l’Assessorato regionale all’Istruzione e Cultura, al Comune di
Aosta e la locale Questura...[leggi tutto]
Aggiornamento: Ed un importante evento, nell' ambito del percorso della legalità 2008-2009, si è già tenuto lo scorso 17 ottobre al teatro Giacosa di Aosta. I dettagli , le immagini e la rassegna stampa sono disponibili in questa pagina
Daniele, Francesco e Gabriele. Tre angeli se ne sono andati nel giro di poche ore, stroncati nel fiore degli anni mentre svolgevano
semplicemente – si fa per dire! – il loro servizio.
Daniele Macciantelli, 36 anni, in servizio a Genova, è morto per la coltellata subita da un balordo.
Francesco Alighieri, 41 anni, consigliere provinciale del SAP di Torino e Gabriele Rossi, 32 anni, entrambi in forza al
Reparto Prevenzione Crimine Piemonte e aggregati a Caserta per i “noti” servizi anticamorra, hanno perso la vita nel corso
di un inseguimento ad un’auto che non si era fermata all’alt.
Tre Eroi in divisa che si aggiungono ai tanti, tantissimi colleghi che hanno purtroppo sacrificato il bene più caro –
la vita! – per amore della propria divisa, della propria professione, dei propri ideali.
Non è questo, certo, il momento della polemiche.
Questo è il momento del dolore e della preghiera.
E’ il momento di essere vicini alle famiglie, ai parenti e agli amici di questi NOSTRI ragazzi.
Le dichiarazioni di cordoglio di politici, personaggi e potenti vari sono fioccate come sempre copiose nelle ore
successive ai drammatici fatti di Genova e Caserta.
Questi signori potrebbero risparmiarsi la fatica di inviare comunicati stampa tutti uguali e, magari, cominciare
davvero a pensare che chi fa il Poliziotto o il Carabiniere è pronto, certo, a morire, ma senza mai dimenticare la
dignità.
E la professionalità.
Troppo spesso, infatti, la politica si dimentica di queste cose. O se ne ricorda soltanto quando ci scappa il morto.
Ventisei anni fa, in un drammatico agguato, furono uccisi a Palermo il
generale Alberto Dalla Chiesa e il nostro collega Domenico Russo.
Nell'attentato perse la vita anche la moglie di Dalla Chiesa, la
signora Emanuela Setti Carraro. In tutta Italia si ricorda questo
terribile attentato e anche il SAP, come sempre, e' impegnato nelle
commemorazioni.
Soprattutto perche' nessuno deve dimenticare il
sacrificio di tanti colleghi morti per difendere lo Stato. E la classe
politica tutta su questo dovrebbe parlare meno, meditare molto e agire
di piu'...
Sono trascorsi sedici anni da quel terribile 19 luglio 1992, quando - dopo circa
due mesi dall'attentato di Capaci - un'altra vigliacca strage uccise in via
D'Amelio a Palermo il Giudice Paolo Borsellino e gli Agenti della scorta
Emanuela Loi (prima donna poliziotto caduta in servizio), Agostino Catalano,
Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Noi intendiamo ricordare
questi Eroi in un momento in cui troppe persone vorrebbero dimenticare. Il SAP
sara' sempre dalla parte di Abele e mai di Caino. Perche' il sacrificio di
tante vite, spesso giovani, non sia vano!!!
Importanti
commemorazioni ed iniziative organizzate dal SAP in Sicilia e ad Alessandria,
con un bel concerto alla Scuola di Polizia...
leggi i dettagli sul sito nazionale del SAP
E’ giunta al termine anche la XVII Edizione del Memorial Day del SAP che per il terzo anno consecutivo ha goduto del
conferimento della prestigiosa Medaglia d’Argento della Presidenza della Repubblica
(leggi i dettagli).
Le nostri navi, partite da Trieste e Genova, sono arrivate in Sicilia nella tragica giornata – anniversario della strage
di Capaci, il 23 maggio, accolte da studenti e cittadini.
E nella stessa giornata (link alle foto di Roma) si è svolta una Commemorazione all’Altare della Patria alla presenza
del Segretario Generale del SAP, Nicola Tanzi.
Momenti che hanno costituito il culmine di una serie di eventi, convegni, appuntamenti, cerimonie, concerti che
si sono svolti in tutta Italia…
Un grazie di cuore a tutte le Segreterie Regionali e Provinciali che assieme al lavoro della Segreteria Generale
e dello Staff (Luca, Massimo, Roberto e Stefania) hanno contribuito all’ennesimo successo del Memorial Day.
Un successo che dedichiamo alle vittime del terrorismo, della criminalità e del terrorismo.
A quei colleghi che hanno perso la vita per fare il proprio dovere.
E che porteremo sempre nei nostri cuori!
TUTTI SULLA ROTTA PER CAPACI, PER NON DIMENTICARE
....e ha riscosso anche il plauso di Rita Borsellino.
Ha toccato molti porti, lungo il viaggio, seguendo il filo della memoria, con eventi e cerimonie in ricordo
delle vittime del dovere (per maggiori info www.rottapercapaci.org).
Un progetto, quello di “Rotta per Capaci”, che si inserisce nelle iniziative del Memorial Day, organizzato dal
Sindacato Autonomo di Polizia S.A.P., insieme con l’Associazione Vittime della Criminalità A.VI.CRI.
per il prossimo 23 maggio, 16° anniversario della strage di Capaci, per ricordare le stragi di mafia del 1992
e per rafforzare, grazie alla collaborazione con vari soggetti pubblici e privati, oggi come allora, i valori
etici ed i legami tra la Società civile e le Istituzioni.
Il più grande regalo che possiamo fare a chi è andato via troppo presto, per colpa di terrorismo, mafia e criminalità
è forse quello di ricordarlo con ciò che lui amava di più.
E, sono parole di Maria Falcone, sorella del Giudice Giovanni: “Mio fratello adorava il mare, e finché gli
è stato permesso, ha trascorso momenti di riposo in barca, a contatto con il mare.
Al mare è rimasto legato tutta la vita”.
Abbiamo salutato dunque, il 23 maggio a Palermo, l’arrivo delle due barche a vela, insieme alla Nave della Legalità.
I tre equipaggi si sono uniti lì, per sfilare insieme in corteo, lungo le vie palermitane.
Si sono fermate sotto “l’albero Falcone” e, come ormai fanno da anni quando giungono lì i giovani di tutto il mondo,
hanno lasciato i loro messaggi di speranza per una società veramente libera, in cui la legalità trionfi.
I poliziotti di Gorizia hanno appeso ll’albero i disegni degli studenti vincitori del bando di concorso
indetto per l’occasione dalla Provincia di Gorizia.
“Lo spirito dell’iniziativa – spiega il segretario regionale SAP Massimo DENARIER - ancora una volta,
non è unicamente rituale né si esprime con il solo culto della memoria, ma punta a far rivivere nel
presente ed a proiettare nel futuro il senso ed il messaggio di impegno e sacrificio di tutti coloro
che sono rimasti vittime nella difesa della legalità”.
Su questo sito abbiamo raccontato passo passo, come ogni anno, la storia del Memorial Day.
Un’iniziativa che nel tempo ha destato innumerevoli attestati di stima, tra cui quelli del Presidente
della Repubblica Italiana (due medaglie d’argento), del Presidente della Commissione Europea, dei
Presidenti della Camera e del Senato, dei Parlamentari Europei incontrati a Bruxelles nel
2000 e a Strasburgo nel 2001, delle Autorità statunitensi incontrate nel 2002 e nel 2005 a
Ground Zero, New York, e a Washington.
I componenti degli equipaggi e gli atleti ciclisti che partecipano alle iniziative 2008 (apri il file)
L'agonia di Mauro Giovannini, sovrintendente 37enne della Polstrada di Bologna rimasto ferito
gravemente venerdì 28 marzo in un incidente durante il passaggio a Finale della cosa ciclistica Coppi-Bartali,
finisce dopo quattro giorni di lotta contro la morte una sera di primavera, poco prima delle 21,
nella sala rianimazione dell'ospedale modenese di Baggiovara.
La storia è delle più tragiche.
Un poliziotto giovane che viene investito in servizio, mentre era in moto, con casco integrale e lampeggianti
accesi, durante una manifestazione sportiva. Lo schianto devastante.
Il trasporto in ospedale, allora, con l'elicottero di soccorso.
Due delicatissimi interventi chirurgici al cervello che non servono.
Una moglie che resta inconsolata, senza più marito, e due bimbi di 9 e 6 anni che restano soli, senza più padre.
Tanti colleghi che nel dolore, prendono la macchina e corrono a Modena per l'ultimo abbraccio.
Mauro non ce l'ha fatta.
Se ne va da questo mondo con l'ultimo gesto nobile: i suoi organi donati per salvare, come sempre ha fatto
nella sua carriera professionale, altre vite.
Il suo cuore continuerà a battere in un altro corpo.
Ciao Mauro.
Il Sap
La sera del 19 marzo 2002, Marco Biagi stava rientrando in bicicletta a casa, dopo una giornata all'università di Modena,
dove insegnava.
Lo faceva spesso, tornare dalla stazione a pedalate.
Caricava la borsa da professore sulla bici e via, verso via Valdonica, nel suo ghetto ebraico, a due passi da
piazza Maggiore.
Perché Bologna è una città che si gira bene così.
E poi era quasi primavera e anche se negli ultimi tempi non si sentiva così tranquillo, alla bici non rinunciava.
Peccato che quella sera c’erano le nuove "brigate rosse" ad attenderlo.
Probabilmente cinque terroristi, se la giustizia che nel 2005 ha condannato all’ergastolo il commando ha ricostruito
bene la vicenda.
Gli fanno un agguato, davanti la porta di casa mandano i suoi 51 anni in frantumi.
La Fondazione Marco Biagi, sei anni dopo la tragedia, ha voluto ricordarlo ripercorrendo col Sap,
con autorità istituzionali e politiche e con i bolognesi che hanno voluto esserci il medesimo
tragitto che fece il giuslavorista quella sera. Il suo ultimo viaggio.
Dalla stazione a via Valdonica.
Qui, sette minuti dopo le otto, Bologna e il Sap si sono fermati, in silenzio.
Un minuto di ricordo e preghiera.
Un minuto di dolore e cura. Per non dimenticare.
Un pensiero di ringraziamento è andato anche al nostro collega Emanuele Petri,
che col sacrificio della propria vita ha fatto sì che si scoprissero gli autori dell’omicidio di via Valdonica
e che si smantellasse un’organizzazione terroristica che altrimenti non si sarebbe fatta scrupoli
a versare altro sangue sulle nostre strade, a spezzare altre vite.
Trent'anni non bastano, per dimenticare via Fani.
Il sangue, su quella strada, si è asciugato da tempo.
Di BR non si sente più parlare se non in tv, in speciali. E il terrore, da Roma, è ormai lontano.
Ma trent'anni non bastano, per dimenticare via Fani.
Il 16 marzo 1978 rimarrà per sempre il cuore degli anni di piombo, quelli dei
sequestri e delle pallottole facili, della stazione di Bologna e di Piazza Fontana.
Perché, quella mattina, non solo viene rapito l'onorevole democristiano Aldo Moro, mentre con la sua scorta si
sta recando a Montecitorio per votare la fiducia al nuovo Governo Andreotti.
Ma, per mano di un commando delle BR, vengono anche uccisi i cinque uomini della sua scorta, poliziotti
e carabinieri che erano lì per proteggere il Presidente e che lì hanno perso la vita.
In pochi li ricorderanno, "i ragazzi della scorta".
Sono stati dimenticati in fretta da tv e giornali, questi eroi del quotidiano, cannibalizzati da quello
che invece ricorderemo per sempre: le strazianti lettere dalla prigione dello statista, i comunicati dei brigatisti,
l'onorevole col giornale in mano e la stella a cinque punte dietro che guarda noi, nell'obiettivo del suo carnefice.
I riflettori, su loro, si sono spenti presto.
C'erano i giorni di sequestro che avanzavano, la bagarre politico - istituzionale tra chi era per la fermezza e chi
per la trattativa, da seguire, e poi il crollo, da raccontare, quando in ogni casa, attraverso la tv, entrava
il corpo dello statista democristiano rannicchiato nel bagagliaio della Renault 4 rossa, in via Caetani,
a poca distanza dalle sedi del Partito Comunista e della Dc.
Se oggi ci fermassimo a ricordare quelle giornate, ci accorgeremmo di non ricordarli, i cerchi di gesso sull'asfalto
di via Fani, quelli che segnano la fine di ragazzi semplici che sono morti lì, quel giorno.
Ci sfuggono, i lenzuoli bianchi di via Fani.
Eppure, c'era anche Domenico Ricci, 42 anni, appuntato dei carabinieri, autista di Aldo Moro, nella Fiat 130.
A lui, racconta la moglie Maria, gli s'illuminavano gli occhi, quando parlava del lavoro col Presidente.
"Sembrava avesse vinto un terno al lotto". C'era poi anche Oreste Leopardi, maresciallo dei carabinieri, 53 anni,
l'ombra dell'onorevole, la sua guardia del corpo più fedele.
"Quella mattina – racconta la moglie Ileana – ha aperto l'armadio, per prendere le pallottole.
Gli chiesi perché.
Mi rispose "Così, per sicurezza"".
Francesco Zizzi poi, che muore a trent'anni come vice brigadiere, nell'inutile corsa all'ospedale Gemelli di Roma.
E ancora Giulio Riviera e Raffaele Iozzino, agenti di polizia.
Loro, nel 1978, di anni ne hanno solo 25. Hanno una vita da vivere.
E invece, Giulio muore sul colpo, crivellato da otto pallottole.
Raffaele spara i suoi ultimi colpi rotolando a terra, ma il fuoco incrociato dei brigatisti non lo perdona.
Il nostro pensiero, in questi giorni di commemorazione, va anche, soprattutto a loro. La medaglia al valore più
degna che un collega, un uomo ucciso in servizio può ricevere è quella di non essere scordato, di non esser relegato
nel limbo della dimenticanza.
In fondo, anche loro sono morti perchè credevano in un mondo migliore. E quando si crede in un mondo migliore,
spesso, si fa una scelta nobile e rischiosa: quella di metterci il proprio corpo, tra il male e il bene.
Se ragazzi di diciotto anni, all'arrivo di Maria Falcone, si alzano in piedi e non smettono più d'applaudire,
vuol dire che la giustizia è destinata, in questo mondo, a trionfare.
E' forse questo il ricordo e il messaggio di speranza più bello che ci ha lasciato l'ultimo incontro sulla legalità,
"Testimonianze di Mafia", organizzato dal Sap al Teatro Giacosa di Aosta il 14 marzo scorso.
La sorella del giudice assassinato il 23 maggio 1992 con la moglie e la scorta a Capaci, sul palco insieme a Massimo
Denarier, segretario del Sap, ha raccontato a oltre 500 studenti di 32 classi valdostane, la vita umana e
professionale del fratello, tutta dedicata alla lotta alla mafia.
"I funerali di Giovanni – ricorda – non furono normali funerali.
Somigliavano ai vespri siciliani, la folla urlante gettava monetine addosso ai politici.
La gente, sedici anni fa, portava in piazza il proprio sdegno per le collusioni tra potere istituito e criminalità.
Tocca a voi giovani, adesso, vigilare su questo, perché le idee di Falcone e Borsellino continuino a camminare
sulle vostre gambe".
La lotta a Cosa Nostra, certo, non è ancora vinta.
Incontri come questi, però, ricostruiscono e tramandano la memoria storica del nostro Paese
e, vista la partecipazione attenta e emozionata dei ragazzi, ci fanno ben sperare in un mondo migliore.
Di uomo in ragazzo, di padre in figlio.
Bisogna che chi ha vissuto profondamente il dolore di una perdita ingiusta, trovi forza e coraggio per salire su un palco e,
col microfono, guardando negli occhi giovani vite, racconti a gran voce che quello che è stato non solo non deve più accadere,
ma non deve mai essere rimosso, sacrificato, perso di vista.
Con questo spirito, il 14 marzo, Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni Falcone - barbaramente ucciso dalla mafia il
23 maggio 1992 a Capaci - e presidente della Fondazione intitolata a suo nome, si recherà ad Aosta, al Teatro Giacosa, e
dedicherà una mattina a 520 studenti. Per riflettere.
E ricordare insieme.
Si parlerà di mafia.
Di quella mafia che macina soldi, domina appalti, commissiona talpe, non perdona chi vuole sconfiggerla, fa saltare in
aria chi prova a mettergli i bastoni tra le ruote. Senza pietà.
Si cercherà di capire chi è questa "Cosa Nostra" che tanto si sente nominare in tv e sui giornali, al cinema, nelle fiction.
Il Sap, per l'occasione, ha già distribuito ai ragazzi un dossier di 40 pagine, una raccolta di testimonianze, articoli,
interviste e brani tratti da libri, per ricostruire la storia di questo tarlo che da decenni logora il nostro Paese.
Ci sono, tra i documenti, le ultime operazioni di polizia che hanno decapitato l'organizzazione mafiosa italo-americana,
la strage di Duisburg, i blitz nei covi segreti che hanno portato al crollo dell'impero dei Lo Piccolo.
In questa settimana che precederà l'incontro, i ragazzi ne parleranno a scuola, faranno dei temi sull'argomento,
si confronteranno con i genitori su quanto hanno letto nel fascicolo. Così, quando arriveranno all'appuntamento con la
memoria e con Maria Falcone, saranno preparati.
L'incontro del 14 marzo, intitolato appunto alla mafia, è il quarto del ciclo "Percorso della legalità", un calendario di
occasioni di riflessione e confronto partito a dicembre scorso con "Vittime della strada", poi proseguito con "Droga" e "Criminalità
comune e criminalità economica".
Un cammino di memoria e riflessione organizzato col cuore dal Sap, insieme all'Assessorato regionale all'istruzione, al
Comune di Aosta e al Consiglio regionale della valle d'Aosta per onorare quelle parole care a Giovanni Falcone:
"La mafia si vincerà, oltre che con l'impegno delle forze migliori del nostro Paese, con l'aiuto dei giovani,
creando una società diversa".
Perché "Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini".
E’domenica mattina, presto, il 2 marzo di cinque anni fa, quando Emanuele Petri, sovrintendente della Polfer, viene ucciso durante un controllo di routine sul diretto tra Roma e Firenze.
In carrozza, si viaggia lenti. Si fa tappa in piccole stazioni.
In carrozza, quella mattina, non ci sono solo pendolari onesti e turisti assonnati.
Ci sono anche i ricercati delle Br Mario Galesi e Nadia Desdemona Lioce.
Sono lì per studiare le abitudini domenicali del prossimo obiettivo, dopo Biagi e D’Antona.
Viaggiano sotto falso nome. Documenti falsi. Biglietti falsi, obliterati all’alba alla stazione di Roma Tiburtina.
Stazione di Terontola, Umbria. Emanuele Petri inizia il turno pochi minuti prima delle otto e mezza.
Non doveva essere lì, quella mattina, ma all’ultimo aveva chiesto un cambio di turno per essere libero il martedì, e poter accompagnare un collega in carrozzella a una visita medica.
Con altri due suoi colleghi, Bruno Fortunato e Giovanni Di Fronzo, sale sul treno, l’interregionale 2304. Iniziano così i controlli di sempre.
“Documenti, prego”. Stiamo per arrivare alla stazione di Castiglion Fiorentino, paesino a 15 km da Arezzo, quando entrano nella carrozza quattro, a scompartimenti aperti.
Qui viaggiano i due ricercati.
“Documenti, prego”. Li chiedono anche a loro. Ma questi, per paura d’essere scoperti, tirano fuori la rivoltella e sparano.
I poliziotti rispondono al fuoco. Sono attimi drammatici.
Emanuele Petri, 48 anni, cade ammazzato da un proiettile calibro 765, esploso a bruciapelo alla gola.
Lascia a Tuoro sul Trasimeno la moglie Alma e il figlio Angelo.
Due proiettili raggiungono ad un polmone il collega Bruno Fortunato.
Il brigatista Galesi, ferito a morte, spirerà in ospedale, in serata.
Per la Lioce, la corsa finisce lì, in manette.
Tuoro sul Trasimeno non dimentica il suo eroe caduto per mano delle Brigate Rosse e organizza in questo triste anniversario un ciclo di cerimonie commemorative.
Noi del Sap, lo onoriamo e saremo con quanti lo ricorderanno.
11 febbraio 2008. Il Memorial Day passa anche per il Teatro Giocosa d’Aosta, gremito di oltre 500 studenti dai diciassette
ai vent’anni, che per due ore smettono d’essere fagocitati dal Grande Fratello, e ascoltano estasiati le riflessioni del
giornalista di “Annozero” Sandro Ruotolo su “criminalità comune e criminalità economica”.
Alzano la mano, intervengono.
Anche se all’inizio qualcuno non resiste alla tentazione, smanetta sotto banco, e qualche messaggino, col cellulare, lo fa partire.
Ma dura un attimo.
Il tema è troppo interessante.
E oggi, purtroppo, sono rare le occasioni per studenti di terza e quarta superiore di assistere a iniziative così,
che stimolano la partecipazione, tramandano la memoria, invitano alla riflessione.
L’evento – uno dei tanti organizzati dal Sindacato Autonomo di Polizia “in occasione del sedicesimo anniversario della
strage di Capaci e per celebrare tutte le vittime del terrorismo della mafia, del dovere e di ogni forma di criminalità" –
è stato organizzato anche dall'assessorato regionale dell'Istruzione in collaborazione con il Consiglio regionale,
il Comune di Aosta, la Sede Rai per la Valle d'Aosta e con il sostegno della Questura.
Sul palco, oltre Sandro Ruotolo - giornalista d’indiscussa caratura, collaboratore di Michele Santoro fin dai tempi
di “Samarcanda” - anche Massimo Denarier, Segretario regionale del Sap.
Il prossimo appuntamento nel nostro calendario d’incontri sulla legalità, il 14 marzo, con Maria Falcone,
sorella del magistrato ucciso dalla mafia nel 1992.
Per ricordare il maresciallo della Polizia Luigi D’Andrea, ucciso dalla banda della Comasina
sull’autostrada A4 il 6 febbraio 1977,
autorità, familiari e colleghi si sono riuniti ieri all’Auditorium della Cassa Rurale di Treviglio.
Un’iniziativa di commemorazione, questa, che ricorre ogni anno da quella maledetta domenica in cui,
a pochi passi dal casello di Dalmine, un conflitto a fuoco fa
restare a terra, senza vita, due nostri ragazzi, Luigi D’Andrea appunto, e Renato Barborini, suo collega di pattuglia.
“Nel nostro Paese – si sfoga Gabriella Vitali, vedova di Luigi D’Andrea, davanti a una folta
platea tra rappresentanti delle forze dell’ordine, consiglieri regionali e cittadini - c’è la strana
tendenza di coccolare i delinquenti, gli assassini, quasi fossero da commiserare
più delle loro vittime. Bisogna ricordare, invece, coloro che sono caduti sotto il piombo della malavita”.
Per questo, l’usuale commemorazione, si arricchisce anche di un premio, voluto proprio dalla vedova
d’Andrea e conferito questo primo anno a 4 agenti di polizia per la realizzazione del sito www.cadutipolizia.it
che ha l’intento di ridare vita a nomi, volti, storie di vittime in divisa della criminalità rimaste sconosciute ai più.
Filippo Saltamartini, segretario generale del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia) ha partecipato col cuore a questa
giornata di memoria e di onore al sacrificio, e l’ha voluto fare ricordando anche che l’Italia, la nostra Italia, “non è quella della
delinquenza come vorrebbero far apparire all’estero, ma la patria di chi crede e si batte perché la legalità trionfi”.
Il poliziotto che salvò migliaia di ebrei.
Così tutti ricordiamo questo coraggioso e grande uomo che morì tra stenti e sevizie nel campo di sterminio nazista di
Dachau, a soli 36 anni.
Era il 10 febbraio 1945. Come responsabile dell'ufficio stranieri e quindi come Questore di Fiume, in uno dei periodi più
drammatici della nostra storia, Palatucci - per il quale è in corso un processo di beatificazione -
riuscì a salvare migliaia e migliaia di persone dalla follia nazifascista.
Questo suo eroismo gli costò la vita: il 13 settembre 1944 venne arrestato dal tenente colonnello Kappler
delle SS e tradotto nel carcere di Trieste.
Fu poi trasferito nel campo di sterminio di Dachau dove morì pochi giorni prima della Liberazione.
Il SAP si unisce al ricordo di questo straordinario personaggio nel giorno della commemorazione della sua tragica scomparsa.
Per non dimenticare...
Prosegue con forza l’impegno del SAP e della Segreteria della Val d’Aosta per la sensibilizzazione degli studenti
sulle tematiche relative all’educazione alla sicurezza. Tutto nell’ambito degli eventi del Memorial Day.
Lo scorso 18 gennaio si è tenuto un incontro con 32 classi nel quale i colleghi della Unità Operativa Criminalità Diffusa della Squadra Mobile di Milano hanno affrontato in maniera un pò insolita, ma sicuramente con grande effetto
sugli studenti, il difficile tema scelto per la giornata: "Droga: una striscia...di sangue e di solitudine".
Le foto ritraggono il funzionario responsabile dell'Unità, Dr. Alfredo CRISCUOLO, autore di una sintetica ma molto
precisa descrizione del quadro internazionale del fenomeno droga, partendo dalle zone di origine, passando per i
grandi canali utilizzati dagli spacciatori, fino ad arrivare alla distribuzione al dettaglio.
I due operatori della squadra, l'Ass. C. Angelo LANGE' e l'Ass. C. Salvatore BRUNELLI,
protagonisti del recente film-dossier COCAINA, sono subito scesi tra i 500 studenti presenti in sala dando vita
ad una serie di domande/risposte entusiasmante.
Molto positivi i commenti al termine della mattinata da parte di tutti gli intervenuti.
20 gennaio 2008 - Sono passati trent’anni dalla morte di Fausto Dionisi, il giovane Agente di Polizia ucciso il 20
gennaio 1978 nel capoluogo toscano da un commando del gruppo terroristico “Prima Linea” che tentava di liberare
alcuni “compagni” detenuti nel carcere delle Murate.
Un delitto efferato che porto al grave ferimento anche dell’Agente Dario Atzeni, poi salvatosi dopo un difficile intervento
chirurgico.
Il SAP ricorda il sacrificio di questa giovane vita, soprattutto perché dopo tre decenni siede nel nostro Parlamento
Sergio D’Elia, parlamentare della Rosa nel Pugno e segretario della Presidenza della Camera, condannato
all’epoca per concorso in omicidio.
Una presenza che inquieta e disturba, che offende la dignità della Polizia di Stato e di tutti gli appartenenti che ogni giorni rischiano la vita.
Abbiamo chiesto a gran voce le sue dimissioni e un sondaggio commissionato dal SAP a livello nazionale dimostrava
che la maggior parte degli italiani era ed è d’accordo su questa linea. Niente da fare.
Ma noi non dimentichiamo.
E siamo vicini all’amica Mariella Magi Dionisi, che a soli 23 e con una figlia di due anni e mezzo,
ha visto la sua vita spezzarsi.
E forse qualcuno non ha pagato abbastanza per questo omicidio.
Le ultime settimane del 2007 hanno segnato l’inizio di un percorso di “Iniziative per la Legalità” che condurranno il
SAP all’organizzazione del Memorial Day nel mese di maggio 2008.
Come sempre, in prima fila la Segreteria del SAP della Valle d’Aosta con Massimo Denarier.
Un progetto che coinvolge le scuole e che, nella giornata del 5 dicembre, ha visto proprio ad Aosta una interessante
giornata con gli studenti delle scuole III e IV delle medie superiori della regione.
Oltre 500 persone hanno affollato il cine teatro Giocosa ascoltando con commozione ed attenzione le testimonianze dei
familiari e dei parenti delle nostre vittime.
Di seguito, pubblichiamo alcune immagini della giornata e articoli di giornale.
Al via la quindicesima edizione del Memorial Day, la manifestazione organizzata dal Sindacato Autonomo di Polizia
in collaborazione con l' A.VI.CRI., l' Associazione delle vittime della criminalità e del terrorismo.
Scopo dell' iniziativa, che, come ogni anno, culminerà simbolicamente il 23 maggio, triste ricorrenza della strage di Capaci,
è quello di commemorare tutti coloro – Agenti di Polizia, appartenenti alle Forze dell’Ordine, Magistrati,
Politici, Giornalisti, Cittadini – che hanno perso la vita per mano della violenza ideologica e della mafia.
Tanti gli appuntamenti, dal nord al sud del Paese: commemorazioni, convegni, concerti, giri ciclistici e podistici
della memoria, tornei sportivi, coinvolgimento di scuole, presenza di autorità ed istituzioni.
Oltre che dall' enorme consenso da parte di cittadini e mezzi di comunicazioni,
l'alto valore socio-culturale dell' evento è testimoniato dall' importante riconoscimento istituzionale di cui
esso può fregiarsi: difatti, per il secondo anno consecutivo, il nostro Memorial Day è stato insignito della
Medaglia d'Argento del Presidente della Repubblica.
Una prestigiosa attestazione della serietà e dell'importanza di una manifestazione che il SAP porta avanti da quindici anni con convinzione e passione.
E non soltanto questo nostro impegno è stato premiato...
Se, infatti, la giornata della Memoria rappresenta la parte più visibile dell' incessante attività del SAP a tutela del ricordo dei caduti, un' altro grande nostro impegno ha finalmente portato i suoi frutti: risale infatti al 5 maggio scorso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge 4 maggio 2007, n. 56, che istituisce il "Giorno della Memoria" dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice.
Tale giorno è individuato nella giornata del 9 maggio, anniversario dell'uccisione di Aldo Moro.
Una legge che il Sindacato Autonomo di Polizia ha fortemente e a lungo sostenuto e che mai avrebbe potuto vedere la luce in
un periodo migliore...
E, come ogni anno, sono pervenuti al SAP anche tantissimi attestati di stima e lettere di vicinanza da parte di importanti Autorità. Su tutti, segnaliamo i sentiti interventi del Presidente del Senato, Franco Marini e del Presidente del Consiglio, Romano Prodi. Pubblichiamo anche i telex pervenuti dal Sottosegretario all’Interno, Marcella Lucidi, e dal Capo della Polizia, Gianni De Gennaro.
.....per non dimenticare MAI il sacrificio di chi ha perso la vita per compiere il proprio dovere e per difendere le proprie idee.
Con il D.P.R. 7 luglio 2006, n. 243 sono stati disciplinati i termini e le modalità di corresponsione delle provvidenze
a favore delle Vittime del dovere ed ai soggetti equiparati, ai fini della progressiva estensione dei benefici già
previsti in favore delle vittime della criminalità e del terrorismo, a norma dell’art. 1, comma 565, della Legge 23
dicembre 2005 n. 266; a tale scopo, l’art. 562 dell’anzidetta legge ha autorizzato la spesa annuale nel limite massimo
di 10 milioni di euro, con riferimento ad eventi verificatisi dal 1961 a tutto il 2006.
Per la distribuzione di tali risorse, il Dipartimento della PS - a norma dell’art. 3. comma 3, del D.P.R.
in argomento - ha provveduto a formare una graduatoria unica nazionale dei fruitori dei benefici economici
secondo l’ordine cronologico di accadimento, individuando un elenco di nominativi dei soggetti deceduti
o feriti appartenenti alle Forze di Polizia, ai Vigili del Fuoco, ai Militari e ai cittadini che da
privati hanno prestato assistenza su richiesta di Ufficiali e Agenti di Polizia Giudiziaria.(fonte: www.interno.it)